Cosa Sono le Obbligazioni Subordinate e Perché Sono Rischiose
Le obbligazioni subordinate sono titoli di debito emessi da banche e intermediari finanziari che, in caso di crisi dell’emittente o di procedure di risoluzione, vengono rimborsate solo dopo i creditori ordinari (depositanti e obbligazionisti senior). Nella pratica, questo significa che in caso di fallimento o bail-in, i possessori di obbligazioni subordinate rischiano di perdere integralmente il capitale investito.
Queste caratteristiche le rendono strumenti adatti a investitori professionali o a risparmiatori con un profilo di rischio elevato e con piena consapevolezza dei rischi assunti. Tuttavia, tra il 2009 e il 2015, numerosi istituti bancari italiani hanno venduto obbligazioni subordinate alla propria clientela retail — pensionati, piccoli risparmiatori, famiglie — spesso senza fornire informazioni adeguate sulla rischiosità del prodotto e senza verificare la coerenza con il profilo finanziario del cliente.
Le Banche Coinvolte: Casi Principali
I casi più rilevanti che hanno coinvolto decine di migliaia di risparmiatori italiani includono:
Banca Etruria (Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio)
Posta in liquidazione coatta amministrativa nel novembre 2015 con il decreto “salva-banche”. I possessori di obbligazioni subordinate Banca Etruria hanno perso in toto il capitale investito. Il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) ha previsto indennizzi parziali per i soggetti che rispettano i requisiti patrimoniali e procedurali stabiliti dalla legge.
Banca delle Marche, CariChieti, CariFerrara
Anch’esse risolte nel novembre 2015 con il medesimo provvedimento. Le obbligazioni subordinate emesse da questi quattro istituti sono state azzerate nell’ambito della risoluzione bancaria operata dalla Banca d’Italia.
Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca
Liquidate nel giugno 2017 con un decreto legge che ha trasferito le attività in bonis a Intesa Sanpaolo. I possessori di azioni e obbligazioni subordinate hanno subito la perdita totale dell’investimento. Contenziosi in corso sia in sede stragiudiziale che giudiziale.
Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS)
MPS ha emesso negli anni diverse tranche di obbligazioni subordinate. La situazione è diversa rispetto ai casi di liquidazione: MPS è ancora operativa e le obbligazioni hanno avuto percorsi differenziati a seconda della tranche. La contestazione riguarda principalmente la correttezza del collocamento e l’adeguatezza rispetto al profilo del cliente.
Il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR)
Il FIR è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018) e gestito da CONSAP per indennizzare i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie del 2015-2017.
Chi Aveva Diritto all’Indennizzo FIR
Le condizioni principali per accedere al FIR erano:
- Aver acquistato azioni o obbligazioni subordinate entro il 12 giugno 2014 (per i 4 istituti del decreto 2015)
- Avere un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018 oppure un reddito imponibile inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018
- L’indennizzo è pari al 95% del costo di acquisto per le obbligazioni subordinate, fino a un massimo di 100.000 euro per risparmiatore
Vie di Tutela Indipendenti dal FIR: Come Agire Oggi
Indipendentemente dal FIR (i cui termini si sono chiusi), i risparmiatori che hanno subito perdite su obbligazioni subordinate possono ancora agire attraverso diverse vie:
1. Arbitro Bancario Finanziario (ABF)
Se l’intermediario che ha collocato le obbligazioni ha violato le norme sulla valutazione dell’adeguatezza (art. 21 TUF, direttive MiFID/MiFID II), è possibile presentare un ricorso all’ABF. I costi sono minimi (20 euro di contributo), la procedura è scritta e il termine è di 30 mesi dall’accadimento contestato o dalla scoperta del danno.
2. Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF/CONSOB)
L’ACF ha competenza specifica sulle controversie tra investitori retail e intermediari finanziari abilitati, con valori fino a 500.000 euro. È lo strumento più adatto per contestare il collocamento di prodotti finanziari inadeguati, incluse le obbligazioni subordinate.
3. Mediazione e Conciliazione
La mediazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 28/2010 per le controversie bancarie e finanziarie può portare a soluzioni transattive rapide, specie quando la prova della violazione delle norme MiFID è solida.
4. Azione Giudiziale
Nelle controversie di maggiore entità, l’azione in giudizio rimane lo strumento più efficace. I presupposti dell’azione sono: violazione delle regole di valutazione dell’adeguatezza, omissione informativa su natura e rischi del prodotto, conflitto di interesse non dichiarato. La prescrizione ordinaria è di 10 anni (responsabilità contrattuale) o 5 anni (responsabilità extracontrattuale) dal momento in cui il danno si è manifestato.
5. Azione di Classe
Nei casi in cui un numero significativo di risparmiatori ha acquistato lo stesso strumento dallo stesso intermediario, l’azione collettiva può essere la soluzione più efficiente. A.E.C.I. coordina azioni di classe nel settore finanziario.
Documenti da Raccogliere Prima di Agire
Per avviare qualsiasi procedura di tutela, è indispensabile raccogliere la seguente documentazione:
- Contratto di acquisto delle obbligazioni (ordine di esecuzione)
- Scheda prodotto / prospetto informativo ricevuto al momento dell’acquisto
- Questionario MiFID / profilo finanziario compilato prima dell’acquisto
- Estratti conto del dossier titoli dell’epoca
- Comunicazioni della banca successive alla crisi
- Ricevute di eventuali cedole o rimborsi parziali ricevuti
Domande Frequenti sulle Obbligazioni Subordinate
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