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BANCA POPOLARE DI BARI: PERQUISIZIONI E TRASFORMAZIONE AD ALTO RISCHIO

BANCA POPOLARE DI BARI: PERQUISIZIONI E TRASFORMAZIONE AD ALTO RISCHIO

Secondo quanto riportato da “Il fatto Quotidiano”, la Banca Popolare di Bari, prossima alla trasformazione in società per azioni, è  sotto inchiesta per il sospetto di ostacolo alle funzioni delle Autorità pubbliche di vigilanza. I finanzieri del Nucleo tributario di Bari, con i colleghi del Nucleo di polizia valutaria di Roma, hanno perquisito all’alba di giovedì il palazzo di corso Cavour, a Bari, esaminando documenti, computer e tutto il materiale utile ad accertare se siano state commesse “irregolarità”.
Intanto la Banca ha il problema di gestire la le trasformazione in spa  dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la circolare della Banca d’Italia con  le misure attuative, e ha investito della questione la Corte costituzionale. Dopo il pronunciamento, l’istituto ha rinviato l’assemblea che dovrà varare l’operazione dall’11 al 27 dicembre, ultima data utile, in attesa di un probabile intervento del nuovo governo.

Una delle eccezioni di inconstituzionalità riguarda proprio il diritto di recesso, a cui sono interessati molti soci che aspettano da tempo invano di rientrare del proprio investimento, visto che al momento non è possibile vendere le azioni sul mercato telematico interno per mancanza di compratori.
La circolare sospesa della Banca d’Italia infatti ammette la possibilità per la banca  trasformata di rinviare sine die o di rimborsare solo in parte gli azionisti che vogliono recedere, nel caso in cui il pagamento andasse a indebolire i ratio patrimoniali,  su autorizzazione di Bankitalia e in deroga alle norme del codice civile.
Una volta operata la trasformazione, in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale e in mancanza di interventi normativi, le nuove Spa non avrebbero strumenti giuridici per evitare la fuoriuscita di capitale in caso di corsa in massa al recesso (situazione che appare più che probabile!), con i soci aderenti al recesso che, in caso di mancata soddisfazione della richiesta di rimborso, potrebbero rivolgersi al giudice per ottenere il pagamento. 
La situazione più a rischio è proprio per la Popolare di Bari, con la stima di  1,2 miliardi di euro di  possibili richieste di rimborso.  Ricordiamo che La banca pugliese, con il supporto degli advisor Deloitte e di Enrico Laghi, ha fissato il valore del recesso a 7,5 euro per azione, confermando quindi il prezzo svalutato del 21% rispetto a 9,15 euro correnti fino allo scorso aprile.
Per la  situazione di incertezza che si è venuta a creare Assopopolari aveva auspicato un rinvio del termine delle assemblee in attesa di conoscere con maggiore certezza il quadro normativo, mentre pende un ricorso urgente di Banca Popolare di Sondrio al Consiglio di Stato per la  sospensione della intera applicazione della legge in via cautelare.

Link e Documenti:
L’ordinanza del Consiglio di Stato (pdf)


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16-12-2016

Pubblicato da: AECI - StudioCredit






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