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BANCA POPOLARE DI BARI: LE IRREGOLARITA' ACCERTATE DALL'ACF

BANCA POPOLARE DI BARI: LE IRREGOLARITA' ACCERTATE DALL'ACF

Sono numerose le decisioni dell’Arbitro delle Controversie Finanziarie (ACF) che hanno giudicato e condannato per la violazione degli obblighi informativi nella vendita di azioni di Banca Popolare di Bari, sia  direttamente che attraverso altre banche del gruppo, come la Cassa di Risparmio  di Orvieto.   La  banca si è poi rifiutata di eseguire le decisioni dell’organo di risoluzione delle controversie, e quindi i clienti dovranno avviare anche una azione giudiziaria per ottenere effettivamente  il risarcimento.

La questione riguarda ovviamente la illiquidità e il tracollo della azioni della banca pugliese, che coinvolge decine di migliaia di famiglie con effetti devastanti sui risparmi.

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie  ha accertato che in moltissimi casi i soci erano stati avvicinati da funzionari degli sportelli bancari, soprattutto in occasione dell’aumento di capitale del 2014.   Tutti i ricorrente lamentano di essere stato indotti alla sottoscrizione di investimenti senza previamente ricevere informazioni in merito alle caratteristiche del prodotto e, in particolare, alla modalità di smobilizzo, e soprattutto per quanto riguarda le modalità di funzionamento del mercato di scambio.

Infatti, se acquistare il prodotto finanziario era piuttosto semplice, molto più difficile, anzi impossibile, si è poi rivelata la  vendita delle azioni per recuperare almeno parte dell'investimento.

LE VIOLAZIONI ACCERTATE:

Osserva invece il collegio arbitrale che la scheda prodotto nella prima versione (2013) non contiene avvertenze sulle  difficoltà di smobilizzo dell’investimento; anzi illustra un meccanismo di vendita dei titoli atto a indurre l’investitore a confidare nell’effettiva possibilità di liquidazione. Lo stesso riguardo alla scheda prodotto del 2015, laddove si specifica che “nessun ordine di vendita è stato evaso con tempi di attesa superiori a 90 giorni”, ingenerando così un affidamento, del tutto in buona fede, circa l‘agevole liquidabilità dell’investimento in tempi ragionevoli.

In molti casi l’Intermediario avrebbe consigliato i predetti acquisti azionari sebbene non adeguati al profilo di rischio, medio-basso, del cliente, spesso lavoratori e pensionati che hanno investito nella buona parte dei risparmi o del TFR, o comunque clienti che hanno concentrato  investimenti notevoli  nelle azioni della banca.

Anche la la qualificazione del prodotto finanziaria fornita al tempo dalla banca sarebbe stata del tutto inappropriata, contenendo l’indicazione di un rischio “medio” a fronte di un prodotto illiquido che invece andava  classificato a rischio alto.

Concludendo l’ACF ritiene la banca colpevole di molteplici inadempienze a danno dei risparmiatori, e condanna a restituire la differenza tra il costo di acquisto del pacchetto azionario e la sua valorizzazione al momento del ricorso.

Oggi il prezzo di scambio sul mercato Hi-mtf è di 2,38 ma nemmeno a questo prezzo ci sono compratori disposti ad acquistare, e cosicchè le azioni in possesso dei clienti sono  poco più che carta straccia,  ma sufficiente per  portare la banca in tribunale a rispondere delle proprie responsabilità.
Molti risparmiatori aspettano notizie dalla prossima assemblea, in vista della trasformazione in SpA.   Non cìè però nessun motivo per attendersi positive novità da questo evento. Si tratta infatti di un passaggio tecnico che non potrà influire in modo significativo sulla quotazione del titolo, e quindi sulle finanze dei clienti.

Link e documenti:
ARBITRO DELLE CONTROVERSIE FINANZIARIE

Decisione_n. 714 dell’1 agosto 2018
Decisione n. 695 del 27 luglio 2018
Decisione_n. 692_del 27 luglio 2018 
Decisione n. 682 del 26 luglio 2018
Decisione n. 579 del 28 giugno 2018
Decisione n. 570 del 25 giugno 2018
Decisione n. 562 del 21 giugno 2018
Decisione n. 561 del 21 giugno 2018
Decisione n. 555 del 19 giugno 2018
Decisione n. 551 del 19 giugno 2018
Decisione n. 532 dell'8 giugno 2018
Decisione_n. 530 del 7 giugno 2018_
Decisione_n. 518_del 4 giugno 2018_
Decisione n. 498 del 31 maggio 2018
Decisione n. 489 del 30 maggio 2018
Decisione_n.  495 del 31 maggio_2018_
Decisione n. 389 del 18 aprile 2018
Decisione n. 378 del 13 aprile 2018
Decisione n. 381 del 18 aprile 2018
Decisione_n.  380 del 13 aprile _2018_
Decisione n. 138 del 5Dicembre 2017
Decisione n. 229 del 31 gennaio 2018
Decisione n. 300 del 26 febbraio 2018
Decisione_n. 150_del 14 Dicembre 2017_
Decisione_n..138_del 5 Dicembre 2017_
Decisione n. 121 del 24 novembre 2017
Decisione n. 115 del 21 novembre 2017
Decisione n. 127 del 29 novembre 2017
Decisione n. 35 del 4 agosto 2017

AECI  assiste i soci nelle controversie relative a azioni o obbligazioni emesse e collocate da Banca Popolare di Bari, o da altri istituti non quotati.

Per valutare ogni singola posizione consigliamo di   richiedere in banca, e farci pevenire, i seguenti documenti (insieme ad una breve descrizione della vicenda):
1) Estratto conto titoli
2) Contratto di Servizi di Investimento
3) Questionario di profilatura del rischio
4) Ordini di acquisto titoli

Per informazioni sulle iniziative giudiziarie in corso contattare la nostra sede
scrivi a   info@aecifirenze.it 
telefona al numero 055 9362294

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27-11-2018

Pubblicato da: EuroConsumatori - Ufficio Legale






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